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Club 187: siamo esseri meravigliosi

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Diario dal Club - Club 187

Club 187: siamo esseri meravigliosi

Del diario abbiamo scelto questo scritto da condividere fuori dal Club perché a noi, assieme a tutti gli altri scritti anche di due righe, sembra esprimere lo spirito di generosità con cui il Club vive e arricchisce il proprio percorso di sobrietà-cambiamento. Chi scrive fa parte di una famiglia arrivata al Club due mesi fa sapendo quasi nulla del mondo acat. (Tra virgolette sono le scritte appese sui muri di casa).

A casa ci sono parole scritte sui muri e lunedì ascoltando Sandro e Paolo mi sono tornate alla mente: “consideriamo il mondo in modo unitario dove le parti sono connesse e il cambiamento di una di esse influenza tutte le altre positivamente e non”.

È così che mi piace vedere la vita; comunque sia, anche con le sue negatività perché tutto nella vita avviene così: da un momento buio apparirà la luce. E non ha così tanto troppa importanza la ricaduta perché nulla è stato perso, solo guadagnato. Sono questi momenti di stallo e di sofferenza che ci conducono, osservandoci, al miglioramento. Non lo sappiamo, ma noi che siamo portatori di sofferenze, abbiamo una fortuna: quella di avere la facoltà di poter scegliere! Non siamo macchine, siamo esseri, esseri meravigliosi. Allora, cari amici, cominciamo a redimerci verso la salute! Amiamoci: perdoniamoci!

Sembra facile, già, ma è più difficile che smettere qualsiasi (vizio) noi abbiamo fatto nostro, compreso mangiare troppo che di per sé non è così orribile se non per le incapacità che ne derivano o per problematiche di salute. Ma quando il cibo, il fumo, la droga, il gioco d’azzardo, la sessualità, …, la bibita, … subentrano in modo disequilibrato per, chissà, colmare un vuoto che sembra così impossibile affrontare, allora sì! È orribile. “C’è una brutta notizia cari amici, il tempo vola; ma fortunatamente ce n’è una bella, siamo noi il pilota”.

Sfortunatamente? Fortunatamente? Semplicemente per mezzo del malessere che Ilenia ancora trasporta in sé, Natascia ha avuto l’occasione di poter fare conoscenza con tutti voi; voi che siete, ognuno a modo vostro, meravigliosi! Con le vostre problematiche, le vostre sofferenze, i vostri sorrisi, la vostra preziosa presenza, sì! Perché senza di voi tutto questo non esisterebbe.

Dato che l’unione fa la forza, voglio essere contagiosa perché “il mondo cambia con il nostro esempio, non con la nostra opinione”. E per questo, vi/mi faccio una promessa: mi impegno a mettere dentro questo corpo solo carburante necessario da oggi in poi!

Sono d’accordo con Michele che ancora non si sente pronto a spiegare del tutto le ali per imparare nuovamente a volare libero, perché lui è dentro a quel corpo e lui solo sente le proprie emozioni. Potremo convenire che questo per lui è un passaggio e noi, da bravi amici, genitori, insegnanti siamo con lui per coccolarlo, ma anche per incoraggiarlo supportandolo quando si sentirà pronto a spiccare il volo. Come facciamo con i nostri figli. Come faccio con Ilenia che ha timore di smettere i farmaci.

Siamo più forti di quello che pensiamo! Cosa ci riserva la vita nessuno lo sa, ma è come lasciare gli ormeggi. È vero che “nel porto ogni nave è sicura, ma non è questo lo scopo per cui è stata costruita”. Allora incito tutti noi a vivere sapendo che in questo luogo e in qualsiasi altro, non saremo mai al buio perché circondati da amici, candele che illuminano ognuno il percorso dell’altro; perché “la candela non è stata inventata per illuminare se stessa”!

Mi impegno dunque a mangiare equilibrato, magari tante verdure, passati di verdura; perché, Cristiano (forte luce), il passato è buono solo di verdure. Ricorda che “ci sono due giorni all’anno in cui non possiamo fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani”. Perciò oggi è il giorno giusto per vivere. Perché l’uomo è uno scolaro e il dolore suo maestro. La vita non ci ha rubato nulla perché nulla possediamo! “Ognuno di noi è migliore in qualcosa rispetto agli altri”, impariamo da queste diversità. Permettiamo alla gioia di inondarci la vita.

Maria, ad esempio, quando sorride irradia tranquillità; Ilenia, che solo a guardarla te la immagini un’ape operosa di miele che ci dona dolcezza; Said, ammirevole per il suo coraggio da leone; Paolo, guerriero della pace; Mauro, un caparossolo (crostaceo), può sembrare duro, ma sotto la corazza impermeabile è, all’aprirsi, così tenero; Cristiano, un omone, ma dolce bambino in lui; Michele, un soldato che tornato dalla guerra riscopre la bellezza della famiglia e del quotidiano; Sandro, un sensibile amico che con la sua semplice sensibilità si dona mescolandosi a tutti noi.

Grazie! Grazie al mio fiore di loto che sta emergendo dalla fanghiglia del suo passato, del nostro passato! Perché rifacendomi all’inizio di questo lungo scritto, la sua sofferenza è la mia; perché tu oggi sei la risultante anche del mio agire nel passato, nonché il prodotto del mio presente perché tu ed io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi; e così tutti noi.

Tratto da Camminando Insieme – giugno 2016

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