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La comunicazione efficace

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La Comunicazione Efficace - AICAT

La comunicazione efficace

“Il modo in cui comunichiamo con gli altri e con noi stessi determina la qualità della nostra vita.” Anthony Robbins

La modalità di comunicazione e le relazioni con gli altri determinano la qualità della vita, influenzano la nostra salute fisica e mentale.
La comunicazione di qualità̀à può̀ essere definita come un processo interpersonale con il quale le persone in interazione raggiungono e mantengono una comprensione reciproca. E’ considerata efficace quando le intenzioni comunicative del comunicante coincidono con gli effetti sul destinatario.
Tutti quanti comunichiamo in un modo o nell’altro, ma sono davvero poche le persone che hanno sviluppato le abilità di una perfetta comunicazione. Uno stile di comunicazione errato dà spesso origine a incomprensioni, problemi, bisticci e discussioni, ed è facile urtare i sentimenti di qualcuno solo perché non si è comunicato nel modo giusto.

Potremmo ad esempio riassumere una comunicazione poco efficace con queste tre parole: osservo, giudico, pretendo. Se ci pensate, vi accorgerete che spesso avete comunicato con gli altri utilizzando una comunicazione poco efficace, soprattutto in periodi in cui vi sentivate stressati, sottopressione o tristi, succede a tutti, ma non è facile farsi capire in questo modo e spesso serve solo ad allontanare gli altri.
Allora dovremmo provare a trasformare le tre parole osservo, giudico, pretendo in queste quattro: osservo, ho bisogno, mi sento, vorrei.

Quindi:

  • Cerchiamo di osservare i fatti, più che concentrarci sulle nostre idee o sugli errori e giudizi verso gli altri.
  • Diventiamo consapevoli delle nostre emozioni, di ciò che sentiamo e proviamo ad esprimerle.
  • Diventiamo consapevoli dei nostri bisogni e proviamo ad esprimerli.
  • Impariamo a dire ciò che vogliamo dagli altri, piuttosto che ciò che non vogliamo.

  • ABILITA’ DI COMUNICAZIONE

    Tutti noi siamo dotati di determinate abilità di comunicazione che possiamo esercitare e migliorare. Abilità infatti significa “capacità acquisita con l’esperienza, con l’esercizio”, quindi mentre le capacità indicano un corredo ereditario e sottintendono la possibilità̀ in nuce di fare qualcosa; le abilità ne indicano l’applicazione a seguito di esercizio.
    Tali abilità si distinguono in:

    1. ASCOLTO ATTIVO: la capacità di saper ascoltare per imparare dagli altri. L’ascolto attivo si fonda sull’empatia e sulla capacità di calarsi nella condizione dell’altro, assicurandosi di aver capito bene l’interlocutore e aiutandolo a precisare i problemi e gli obiettivi che espone o propone in modo chiaro e specifico, tanto da facilitare la risoluzione.
      Quindi ricordiamoci sempre di guardare in viso la persona con cui parliamo, stare attenti alla cose che ci sta dicendo, fargli capire che stiamo ascoltando (ad esempio facendo segni con la testa) e fare ogni tanto domande di chiarimento.
    2. FARE RICHIESTE IN MANIERA POSITIVA:: non è sempre facile chiedere agli altri di fare qualcosa per noi, ancora meno facile chiedere di cambiare qualche atteggiamento o comportamento. In ogni caso, anche se non sempre è così semplice, esprimere una richiesta in maniera ferma, specifica e costruttiva contribuisce a creare un clima di collaborazione.
    3. ESPRIMERE SENTIMENTI PIACEVOLI: in situazioni normali, le persone sono portate molto più a criticare che a manifestare sentimenti positivi. Si dà quasi per scontato che l’assenza di un giudizio negativo implichi la presenza di uno positivo. L’espressione di sentimenti positivi si riduce ancora di più in situazioni di tensione. È dimostrato anche che ricevere un complimento per un determinato comportamento è uno dei più potenti fattori di cambiamento e di apprendimento e che lo scambio di approvazioni promuove un clima di collaborazione che facilita la soluzione dei problemi.
    4. ESPRIMERE SENTIMENTI SPIACEVOLI: per risolvere i problemi è spesso essenziale riuscire ad esprimere in modo chiaro, non aggressivo e colpevolizzante, sentimenti negativi quali scoraggiamento, frustrazione, rancore, irritazione, rabbia, ansia. Per evitare di correre il rischio di colpevolizzare, attribuendo agli altri la responsabilità delle proprie reazioni, è necessario: non rivolgere giudizi alla totalità della persona, ma focalizzarsi, invece, su specifici comportamenti; riconoscere che il sentimento negativo suscitato da essi dipende dalla propria struttura di carattere e non è l’inevitabile conseguenza dell’atteggiamento altrui, in quanto altre persone, di fronte allo stesso comportamento, potrebbero avere reazioni meno intense; impegnarsi nella modifica del comportamento in esame, ad esempio discutendo insieme con la persona interessata le possibili soluzioni.
    5. “Gli uomini non vengono turbati dalle cose ma dalle opinioni che si fanno su di esse”
      Epitteto, filosofo greco, Manuale, 125 d.C.


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      Se volete fare un po’ di esercizio potete provare a mettere in pratica questi suggerimenti sia quando comunicate con i vostri familiari, amici e anche al Club!

      1. ASCOLTO ATTIVO
        • Guardala in viso
        • Stai attento alle cose che ti sta dicendo
        • Fagli capire che stai ascoltando, ad esempio facendo segni con la testa
        • Fai domande di chiarimento
      2. FARE RICHIESTA IN MANIERA POSITIVA
        • Guardala in viso
        • Dille cosa vorresti che facesse
        • Dille come ti sentiresti
      3. ESPRIMERE SENTIMENTI PIACEVOLI
        • Guardala in viso
        • Dille cosa ha fatto che ti è piaciuto
        • Dille come ti sei sentito
      4. ESPRIMERE SENTIMENTI SPIACEVOLI
        • Guardala in viso
        • Dille, in modo gentile, cosa ha fatto che non ti è piaciuto
        • Dille come ti sei sentito
        • Fai una proposta su come si potrebbe evitare in futuro quella situazione
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