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RIFLESSIONI CONCLUSIVE DEL XXVII CONGRESSO AICAT

RIFLESSIONI CONCLUSIVE DEL XXVII CONGRESSO AICAT

Nei giorni 5-6-7 ottobre 2018 si è svolto a Matera, presso la Casa di Spiritualità Sant’Anna, il XXVII Congresso Nazionale AICAT dal titolo “La cultura dell’ecologia sociale. Responsabilità nel crescere e costruire insieme”.

Il Congresso è stato organizzato dall’AICAT insieme all’ARCAT Basilicata. Si ringrazia l’AICAT nella persona del Presidente Marco Orsega, i Club della Basilicata, in particolare la famiglia Miriello, l’ACAT Matera, l’ACAT Potentino e l’ACAT Magna Grecia che, con il loro lavoro e la calorosa accoglienza, hanno permesso la buona riuscita del Congresso.

Si ringrazia il Consigliere Comunale di Matera Angelo Lapolla che ha sostenuto e creduto in questa nostra iniziativa, l’Istituto Sant’Anna ed il suo personale che hanno ospitato il Congresso e la Faber Slow Food per il contributo alla gestione logistica.

La limitata presenza delle amministrazioni locali ci sollecita ad un maggior impegno nel lavoro territoriale per far riconoscere il valore e il contributo del nostro movimento nella promozione di una migliore qualità della vita.

Lo svolgimento dei lavori è stato facilitato dal clima di leggerezza, amicizia e simpatia con cui le famiglie della Basilicata hanno accolto i partecipanti. Particolarmente gradita è stata la visita ai sassi di Matera come momento di conoscenza della bellezza del territorio e della valenza culturale della città (Matera Capitale Europea della Cultura 2019) in piena coerenza con l’approccio ecologico sociale. Anche l’intervento del mastro fornaio Massimo Cifarelli ha coinvolto i partecipanti al Congresso nella ricchezza delle tradizioni popolari, identificate nel pane di Matera. Molto piacevoli e divertenti sono state anche le serate sociali che hanno portato un tocco di gioia ed allegria. Si auspica che questi spazi diventino una buona prassi per il futuro.

Al Congresso hanno partecipato circa 800 persone provenienti da tutte le regioni italiane. In linea con quanto già sperimentato a Sestola 2017, il venerdì mattina è stato dedicato un incontro tra i Club e i rappresentanti delle istituzioni amministrative, politiche e sanitarie nazionali, regionali e locali per lo sviluppo dei programmi di ecologia sociale.

Per la prima volta in un Congresso AICAT abbiamo avuto l’onore di ospitare il Ministero della Salute, nelle persone della D.ssa La Sala e della D.ssa Migliore, che hanno espresso la volontà di ripristinare la Consulta Nazionale Alcol come luogo di crescita e costruzione comune di politiche ed azioni sui problemi alcolcorrelati e la promozione della salute.

Si ringraziano per gli interventi: Dott. Scafato (ISS), Dott. Ghiselli (CREA), Dott. Testino (SIA), Dott. Fiore, (LAB), Dott. Cantisani (MOVI), D.ssa D’Ambrosio (Matera), Dott. Dattola (Potenza), D.ssa Ariano (Taranto), Dott. Baselice (Salerno), Dott. Campanile (Bari), D.ssa Carta (Cagliari), Dott. La Rocca (Catania), Dott. Patussi (Firenze).

Il Congresso si è aperto con i saluti del Presidente dell’ARCAT Basilicata Umberto Miriello, di Helge Kolstad, presidente WACAT e di Zoran Zoricic che ci hanno portato i saluti dei Club dei loro paesi. A questi ha fatto seguito Marco Orsega, Presidente AICAT, la cui relazione è parte integrante delle presenti conclusioni.

Il Presidente AICAT ha fornito degli spunti utili allo sviluppo del lavoro dei laboratori dove si è discusso in merito agli ambiti nei quali il tema del congresso è stato declinato: Club, Educazione Ecologica Continua, Diritti, legalità e giustizia sociale, Associazioni e reti ecologico sociali.

La partecipazione ai laboratori è stata ampia ed il dibattito intenso e proficuo. Sono state condivise e raccolte numerose esperienze elaborate nelle varie regioni, sulla base delle richieste ed esigenze territoriali e dei rapidi cambiamenti sociali in corso.

Le suggestioni emerse sono risultate trasversali a tutti i laboratori ed espressione della ricchezza dell’approccio ecologico sociale.

  • È ampiamente condiviso che il Club è un luogo capace di creare le condizioni per stare meglio, produrre salute e crescere verso una migliore qualità della vita, oltre l’alcol.
  • Andare oltre l’alcol significa riconoscere la proposta culturale che i Club portano a favore del miglioramento della persona, della famiglia, della comunità e del bene comune.
  • Parlare dell’alcol ci identifica e ci rassicura ma non esaurisce la complessità della vita. La riflessione sull’alcol va riportata sempre nell’ambito più ampio dell’ecologia sociale.
  • La questione del nome del Club non è l’elemento da cui partire ma la naturale e continua evoluzione di un processo culturale in corso.
  • Il cambiamento è sempre impegnativo e ci spaventa perché richiama la paura dell’ignoto e del diverso.
  • L’Educazione Ecologica Continua è un fondamento della nostra metodologia che permette l’evoluzione del sistema mantenendolo al passo con i cambiamenti culturali e sociali della comunità.
  • L’Educazione Ecologica Continua non riguarda solo i cosiddetti “formatori” ma è patrimonio di tutti ed impegno comune.
  • È necessario recuperare l’abitudine a leggere e studiare per favorire il più possibile la diffusione e l’interiorizzazione dei concetti dell’ecologia sociale a tutti i livelli.
  • Vivere in un processo di educazione continua è un atto che necessita di umiltà e che ci pone di fronte alla vita con atteggiamento contemplativo. La vita è prevalentemente mistero e non sempre tutto è spiegabile né controllabile.
  • La faticosa sfida dell’Educazione Ecologica Continua è quella di ripensare, rilanciare e rinnovare i programmi, analizzando i nuovi bisogni delle comunità e tenendo solide le basi scientifiche e umanistiche dell’ecologia sociale. Pertanto è indispensabile la ripresa del lavoro dei gruppi per l’aggiornamento dei programmi del Corso di Sensibilizzazione e delle Scuole Alcologiche Territoriali.
  • Non dobbiamo perseguire soluzioni facili per problemi complessi ma accogliere le difficoltà umane con la consapevolezza che non tutto è risolvibile e, quasi mai, nei tempi e nei modi che vorremmo.
  • La responsabilità a cui l’approccio ecologico sociale ci chiama è contraria alla logica della delega.
  • Non dobbiamo omologarci al linguaggio e ai valori dominanti ma ribadire la nostra identità contaminando le comunità per contribuire al cambiamento culturale e antrospirituale.
  • Le esperienze di lavoro fatte nelle varie regioni con le Scuole e le Università hanno dimostrato che crescere e costruire insieme è possibile e porta ricchezza. Lavorare in questo ambito ci riconduce alla necessità di mantenere un approccio di comunità e non settoriale.
  • La crisi antropospirituale che attraversa questa epoca con fenomeni di intolleranza e stigmatizzazione dei pensieri differenti, rende molto difficoltosa la crescita sui temi dei diritti, della legalità e della giustizia sociale, nel nostro sistema, come nella comunità.
  • La tendenza a scaricare sul “nemico esterno” da noi (alcol, droga, immigrato, etc…) ci fa riflettere su quanta paura abbiamo a guardare le nostre difficoltà e a trascenderle attraverso un atteggiamento di libertà interiore.
  • Parlare male dell’alcol e delle droghe è più facile che guardarsi dentro e decidere di cambiare il nostro modo di vivere.
  • La disuguaglianza sociale non è solo nella comunità ma anche nel Club dove si affida solo ad alcuni, a chi è più “attrezzato” culturalmente, l’educazione all’impegno civico e alla promozione dei diritti di salute. È necessario inserire il tema dei diritti, della legalità e della giustizia sociale all’interno dei percorsi di Educazione Ecologica Continua per superare questa disuguaglianza.
  • Le piccole ma grandi iniziative locali di protagonismo sociale devono diventare buone prassi e questo necessita di un impegno sistematico di tutti e non episodico.
  • È importante non sentirsi solo “quelli dell’alcol” e diventare promotori di salute e stili di vita sostenibili, testimoni di cambiamento nella comunità.
  • I Club e le Associazioni sono ancora poco consapevoli di essere promotori della cultura ecologico sociale, pertanto è necessario sviluppare specifici programmi di Educazione Ecologica Continua.
  • Se vogliamo diffondere la cultura dell’ecologia sociale, del Club e dell’Associazione dobbiamo rivolgerci sistematicamente a tutta la comunità e non solo alle agenzie tradizionalmente interessate ai problemi alcolcorrelati.
  • Le esperienze finora fatte, nelle quali non è solo l’alcol al centro dell’attenzione, ribadiscono il legame profondo del nostro lavoro con i principi sulla protezione e la promozione della salute, contenuti in tutti i documenti dell’OMS, a partire dalla Dichiarazione di Alma Ata del 1978 e dalla Carta di Ottawa del 1986.

 

Nella sessione del sabato mattina, dedicata al tema “Costruire insieme la cultura ecologico sociale. La danza delle età della vita nella complessità delle comunità e del mondo”, è stato apprezzato il contributo del Gruppo Giovani AICAT. I giovani hanno saputo attrarre l’attenzione, coinvolgere l’intero Congresso con le loro testimonianze e con il video prodotto. Interessante è stato anche l’intervento del Prof. Volterrani che ha sottolineato come ascoltare e incontrare la comunità, contribuisce a costruire insieme il tessuto e il capitale sociale, valorizzando punti di vista differenti. È importante vedere con occhi sempre nuovi e meravigliarsi di ciò che ci è familiare considerandoci continuamente “viaggiatori”. Si ringrazia anche la Prof. Giustino per la presentazione della sua ricerca e la riflessione sugli stili di vita giovanili.

L’assemblea di sabato pomeriggio è stata dedicata alla nuova riforma del Terzo Settore. Preziosi sono stati i contributi della portavoce del Forum Nazionale D.ssa Fiaschi e del giurista Prof. Gori che, coinvolti ed incuriositi dal nostro movimento, hanno dato disponibilità a conoscerlo meglio. È stato possibile approfondire gli aspetti della riforma che ci chiamano ad un dibattito e ad una riflessione interna rispetto alla collocazione della rete associativa dei Club. Si è dato, così, inizio ad un percorso che dovrà necessariamente coinvolgere tutto il sistema per portarci ad una scelta condivisa, entro i termini previsti dalla legge.

L’assemblea è proseguita domenica mattina con la presentazione delle attività del 2019 e l’approvazione del bilancio preventivo.

La mattinata di domenica è proseguita con gli interventi liberi e lo scambio di impressioni sul lavoro delle tre giornate. Questo momentoha arricchito il Congresso rinnovando l’emozione e l’empatia propria dell’esperienza dei Club.

Il nostro pensiero va alla famiglia Hudolin. L’appassionato lavoro di un’intera vita ha permesso la nascita e lo sviluppo dei programmi che continuano a nutrire ed arricchire le nostre vite di emozioni, relazioni e rapporti umani nell’amicizia e nella solidarietà. Questo sentire ha caratterizzato l’intero Congresso permettendoci di vivere e accogliere la ricchezza e la complessità del pensiero ecologico sociale in modo semplice. È come se, in questi tre giorni, avessimo riscoperto e sperimentato la bellezza e la responsabilità di crescere e costruire insieme con l’auspicio di “continuare”.

Ci diamo appuntamento al prossimo anno, al XXVIII Congresso AICAT che si terrà a Boario Terme (Brescia), nei giorni 27-28-29 settembre 2019.

Si ricorda anche che nei giorni 12-13-14 settembre 2019 si terrà in Slovenia il Congresso WACAT.

Le presenti conclusioni saranno inviate a tutte le ARCAT, alla rivista “Camminando Insieme” e pubblicate sul sito dell’AICAT.

Grazie a tutti e buon rientro a casa! J

Matera, 7 ottobre 2018

 

Leggi anche la RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL PRESIDENTE AICAT MARCO ORSEGA

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