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Sintesi conclusiva del XXIII Congresso Aicat

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Congresso Nazionale AICAT 2014 - Jesolo

Sintesi conclusiva del XXIII Congresso Aicat

Nei giorni 3-5 ottobre 2014 presso il Pala Arrex di Jesolo si è svolto il XXIII Congresso Nazionale dei Club Alcologici Territoriali dal titolo “Alcol e ricerca della felicità”.

Sono stati presenti nei tre giorni oltre 1500 partecipanti, una rappresentanza delle famiglie e dei servitori insegnanti di tutte le Regioni italiane oltre a cittadini delle comunità locali della zona.

Si ringrazia il Comune di Jesolo per aver messo a disposizione e offerto la sede congressuale e l’Acat Basso Piave che ha curato con attenzione la logistica e l’ospitalità, anche rendendo accoglienti gli spazi dedicati ai lavori del congresso.

Si ringrazia inoltre il gruppo di lavoro regionale, la segreteria organizzativa, la segreteria del congresso dell’Arcat Veneto e l’Aicat.

Molto importante per il dialogo con la comunità è stata la partecipazione di numerosi rappresentanti delle amministrazioni comunali e dei tre coordinamenti regionali in ambito alcologico: “Alcologia Ecologica”, “Rete alcologica regionale, non solo cura ma cultura”, “Alcol e Immigrazione” a testimonianza del fattivo lavoro sinergico tra Acat, servizi pubblici e municipalità. Significativo è stato anche il contributo della Società Italiana di Alcologia.

Grazie per i momenti di carattere artistico e creativo che hanno visto il coinvolgimento di giovani artisti, attori, musicisti e registi, e animato piacevolmente le due serate sociali.

Grazie al gruppo giovani Aicat che ha curato creativamente e gioiosamente l’animazione del congresso.

Il clima generale del Congresso è stato sereno, gioioso e coinvolgente in sintonia con il tema, anche grazie alle dissonanze che hanno portato discussioni e approfondimenti.

Il Congresso si è aperto con l’accoglienza dei ciclisti giunti da varie parte del Veneto e il benvenuto del Gruppo Giovani.

Dalle relazioni introduttive, dai laboratori tematici, dalle plenarie e dal dialogo con gli ospiti sono emerse numerose considerazioni ed emozioni qui di seguito riassunte.

Il tema del congresso raccoglie le indicazioni del Prof. Hudolin di trascendere dal peso del passato e discutere più del futuro e della gioia di vivere.

Il nostro compito oggi è produrre più riflessioni e testimonianze per presentare il Club come una delle palestre nella comunità per ricercare e sperimentare la felicità.

È importante rivedere le nostre narrazioni e porre l’accento sul momento presente della vita aprendole verso il futuro.

Il nostro sistema facilita questo lavoro perché ci permette di confrontare molte esperienze.

Il tema del Congresso dovrebbe agevolare il confronto tra la nostra cultura ecologico sociale e la cultura prevalente della comunità nell’ambito della promozione della salute.

La parola alcol nel tema rappresenta una provocazione che, nel confronto con la comunità, può generare pensieri critici verso le forme di felicità artificiali, di cui l’alcol è un esempio.

La felicità è connessa al senso di appartenenza non solo alla propria famiglia e ai propri amici, ma alla comunità intera: i giovani hanno chiesto aiuto agli adulti, che hanno pudore ad usare la parola felicità, mentre al contrario i giovani l’hanno fatta propria.

L’Ecologia Sociale ci permette di orientare meglio la nostra ricerca della felicità e di scegliere tra il piacere di accumulare potere o il piacere di condividere bellezza.

L’essere umano è predisposto anche da un punto di vista neurobiologico alla ricerca della felicità, all’interdipendenza e all’empatia.

Nel Club la condivisione delle esperienze e risolvere i problemi insieme costituiscono un addestramento mentale che costruisce, fa apprendere e accresce la felicità.

La felicità è la strada quotidiana di umanità dove valorizzare le relazioni umane come ricchezza di creative diversità.

La ricerca della felicità mette al centro la persona e i propri bisogni e desideri, non l’alcol.

Si sottolinea che il dialogo con la scrittrice Silvana Sonno e il losofo Fabrizio Turoldo ci ha portato a:

  • raccordare l’idea di felicità con il concetto di relazione “nutriente” una relazione in cui si dona e si riceve;
  • a distinguere tra i bisogni che si saturano con cose e i desideri che invece rimandano all’apertura delle relazioni;
  • sul valore e sul ruolo della narrazione, della speranza, dell’attesa, del significato che ognuno dà al proprio percorso di vita, concetti che si possono riassumere nell’idea di Ecologia della felicità;
  • sulla consapevolezza che il continuo e paziente lavoro dei Club nella comunità, va nel senso di aumentare il livello di felicità di tutti e di ognuno.

Il Club dona gli strumenti attraverso cui diveniamo attori protagonisti della nostra felicità.

Il Club regala momenti di felicità a chi lo vive consapevolmente in quanto la felicità è anche ritrovarsi.

Senso di appartenenza + condivisione = felicità.

Si sottolinea nella presentazione delle buone prassi l’importanza della presenza accanto all’Acat, delle amministrazioni locali e di altri protagonisti della rete per la promozione della salute.
Alcune buone prassi presentate dimostrano operativamente l’utilità di proporre alla comunità l’approfondimento del concetto di ricerca della felicità per generare creative e continue programmazioni.

Grazie a tutti per la partecipazione e arrivederci al XXIV Congresso Nazionale Aicat il 2-3-4 ottobre 2015 in Sicilia a Marsala.

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