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Sintesi conclusiva del XXV Congresso AICAT

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Sintesi XXV Congresso Nazionale Aicat - Collli del Tronto

Sintesi conclusiva del XXV Congresso AICAT

Si è svolto nei giorni 7/8/9 ottobre 2016 presso l’Hotel Casale a Colli del Tronto (AP) il XXV Congresso dei Club Alcologici Territoriali, dal titolo “Vivere sobri per vivere liberi nella famiglia e nella società’”.

Sono stati presenti nei tre giorni circa 600 partecipanti, in rappresentanza delle famiglie e dei servitori insegnanti di tutte le Regioni italiane. Hanno inoltre partecipato i rappresentanti internazionali provenienti dalla Scandinavia, dall’India, dalla Croazia e dallo Sri Lanka.

Il Congresso è iniziato con l’accoglienza e le testimonianze delle famiglie dei Club dell’ARCAT Marche ed i saluti del Presidente Roberto Amadio; subito è stato rivolto un pensiero alle popolazioni colpite dal recente terremoto cui va la vicinanza e la solidarietà di tutto il mondo dei Club.

Si ringraziano, per il patrocinio concesso, la Regione Marche ed il Consiglio Regionale Marche, la provincia di Ascoli Piceno, i Comuni di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Fermo e Porto S. Giorgio.

Un ringraziamento particolare al Comune di Colli del Tronto, al Sindaco di Campofilone e a quello di Grottammare che è intervenuto al Congresso accompagnando le classi della Scuola Elementare “G. Leopardi” che hanno rallegrato il Congresso presentando il loro lavoro nell’ambito della prevenzione alcologica.

Un doveroso ringraziamento va anche a tutti gli enti pubblici e privati che hanno sostenuto economicamente il Congresso e alle associazioni AMBALT (Associazione Marchigiana per la cura dei Bambini a etti da Leucemia o Tumori), AN- GLAD (Associazione Nazionale Genitori Lotta alla Droga) e Protezione Civile e al gruppo podistico dell’AVIS che ha partecipato e realizzato la marcia della sobrietà che ci ha raggiunti durante la giornata di sabato.

Si ringraziano anche e soprattutto l’ARCAT Marche organizzatrice del Congresso, il Presidente Roberto Amadio, le famiglie e i servitori- insegnanti dei Club che hanno saputo realizzare al meglio il nostro incontro annuale coadiuvati e sostenuti in questo sforzo dal gruppo di lavoro AICAT. Una nota di apprezzamento per la scelta del contesto che ha risposto al meglio alle esigenze del Congresso.

Un sentito ringraziamento va ad Anna Biagetti che ha realizzato il logo ra gurante l’albero della vita e a tutti gli studenti del Liceo Artistico Preziotti-Licini di Fermo (Porto San Giorgio) che hanno partecipato al concorso per la realizzazione del logo e che, con la loro presenza, hanno manifestato l’interesse per le tematiche congressuali.

Ringraziamo inoltre l’Istituto Superiore di Sanità nella persona del Dott. Emanuele Scafato per la partecipazione e il contributo ai programmi di ricerca con l’AICAT e ai lavori del Congresso.
Si ringraziano il gruppo folcloristico “Ortensia” e “Le Matricole di Campo lone” per aver animato le serate sociali.

Un sentito ringraziamento, in ne, ai ragazzi della “MIXINTIME” per il servizio audio-video prestato in sala, e per aver permesso, mediante collegamento streaming, anche a chi era a casa di seguire tutto il Congresso di cui sarà prodotto un video unico da poter visionare anche successivamente.

Il XXV Congresso è coinciso con il ventennale della morte di Hudolin ed insieme abbiamo fatto memoria del lungo cammino percorso dai Club nei precedenti ventiquattro congressi.

Fin dall’inizio il Congresso ha mostrato il fecondo legame dei Club con il territorio. Ancora una volta il lavoro di preparazione al Congresso ha rappresentato un’importante opportunità di crescita per il territorio in cui si realizza.
La relazione del Presidente AICAT Marco Orsega ha rappresentato appieno la complessità che sta attraversando il movimento dei Club sulla scia della rivoluzione culturale introdotta e proposta da Hudolin. “Un processo necessario e irreversibile che non può prescindere, però, dalla possibilità ed opportunità per tutti i membri di Club italiani, famiglie e Servitori Insegnanti, che propongono e praticano l’Approccio Ecologico-Sociale di Hudolin, di poter partecipare e confrontarsi in prima persona ed in piena libertà per crescere e maturare le scelte di cambiamento e di trascendenza umana e culturale” che è prassi comune nel lavoro settimanale dei Club.

Il tema di questo Congresso ha messo insieme due concetti fondamentali, sobrietà e libertà, strettamente legati tra loro e ad espressione dell’Approccio Ecologico Sociale.

 

Laboratori

A sintesi del tema del Congresso, declinato nei quattro laboratori del venerdì, si riportano i lucidi presentati dai 4 gruppi:

Laboratorio 1:
  • Ognuno dovrebbe ritenersi responsabile per sé e per gli altri delle proprie scelte.
  • Consapevolezza di noi stessi e delle nostre possibilità.
  • Libertà di scegliere e soprattutto di lasciar gli altri liberi di scegliere.
  • La sobrietà come percorso di crescita e maturazione.
  • Cambiamento: è il frutto del percorso di crescita e maturazione nel Tempo.
  • Giustizia sociale: è il fine e la prassi dell’approccio ecologico-sociale.
  • Determinazione: spinta o energia che ci viene da dentro e genera il fare.
  • Tutto questo nella pratica del Club e nella vita di tutti i giorni.
Laboratorio 2:

Sobrietà è:

  • Accettazione di sé stessi e degli altri nella libertà
  • Voglia di ridere e sorridere.
  • Accoglienza.
  • Superare i rancori, attraversare il conflitt senza evitarlo.
  • Lavorare per la pace in sé stessi e nelle relazioni.
  • Si “conquista” nel tempo con la crescita. È un processo dinamico che non ha termine.
  • Nell’Associazione: non vi è sobrietà laddove si tiene più alla poltrona che al servizio. Non vi è sobrietà nella mancanza di trasparenza. Sobrietà è attraversare il conflitto nella chiarezza. Lavorare in questo senso eleva il livello culturale personale ed associativo

Libertà:

  • Non c’è libertà in una Nazione dove 11milioni di cittadini non possono permettersi l’accesso alla cura in generale (vedi art. 32 della Costituzione)
  • La libertà è legata all’autonomia
  • Poter fare le proprie scelte sostenuti dalla famiglia in cui cresciamo (giovani delle scuole)
  • Famiglia: la famiglia ha il dovere di educare i propri gli. I ragazzi si aspettano delle regole.
  • “Libertà significa avere la possibilità di scegliere facendo i conti con gli adulti”. (giovani delle scuole)

Società/comunità è:

  • Il termine comunità ci rispecchia maggiormente e richiama l’inclusione.
  • Vivere sobrietà e libertà nella famiglia e nella comunità ci stimola a crescere nell’aggiornamento vivendo il cambiamento della terminologia in- carnato nella vita e nell’opera di tutti i membri di Club.
Laboratorio 3:
  • La relazione è il momento in cui si può esprimere ciò che si è e si sente facendolo sobriamente, come capacità di tendere la mano all’altro, nel Club e fuori.
  • Spiritualità antropologica: essere solo corpo o corpo animato?
  • Nel Club la sobrietà è la capacità, da coltivare, di a rontare la di coltà di accettare la diversità dell’altro.
  • La libertà è nel coraggio di liberarsi riconoscendo vincoli e condizionamenti (nel e fuori dal Club)
Laboratorio 4:
  • Tutti concordano che la sobrietà è uno stile di vita che va costruito giorno per giorno nelle piccole cose.
  • Un’esperienza di Club nel carcere ci ha fatto riflettere che è possibile la libertà al di là del luogo in cui ci troviamo.
  • La sobrietà è spostare il proprio baricentro per il benessere delle proprie comunità come cittadini attivi.
  • Libertà è rispettare le scelte altrui anche di sofferenza.

Nella sessione “Vent’anni dopo: Hudolin un uomo, un’idea, una realtà in cammino”, ripercorrendo le nostre storie personali e quelle dei programmi, è evidente la vitalità che le idee di Hudolin hanno portato nelle nostre vite e nelle nostre comunità. Ancora oggi il suo pensiero e le sue intuizione alimentano i nostri progetti e danno senso al nostro operare, mantenendo vivo il dibattito e il confronto e spingendo verso un cambiamento.

 

Nella sessione “Crescere insieme: l’impegno dell’accoglienza, la gioia dell’appartenenza”, è emerso che:

A partire dal vocabolario sulle parole “Associazione” “Club” “Alcologia” e “Territoriale” e quelle della “Canzone dell’appartenenza” di Gaber si è riflettuto su:

  • Importanza del passaggio dall’Io per sentirsi Noi che signi ca essere un’umanità solidale;
  • Appartenenza è “Avere gli altri dentro sé”
  • Non temere la “mescolanza” in quanto la diversità di ognuno permette nello scambio la valorizzazione delle risorse al servizio della comunità e di una progettualità partecipata e condivisa.

L’Assemblea AICAT è stata un momento di presentazione e condivisione delle attività svolte nel 2016 e di presentazione del programma e del bilancio preventivo del 2017 che sono stati approvati a larghissima maggioranza (3 contrari e 2 astenuti).

Particolarmente emozionante, a margine dell’Assemblea, è stato il video presentato dal Presidente dell’ARCAT Marche in ricordo di due nostri cari amici scomparsi quest’anno, Gianni Carrassi e Demetrio Cottini che sempre si sono spesi nella pratica e diffusione dell’approccio ecologico-sociale. Il pensiero è andato anche a tutti gli altri amici che non ci sono più e che nel tempo hanno animato il nostro movimento.

La tavola rotonda su “Alcol e sicurezza stradale” ha messo in evidenza le criticità della recente legge sull’omicidio stradale che prevede repressione ma non educazione né prevenzione. È emerso come ciò sia in linea con le contraddizioni della nostra cultura che incentiva al consumo e nello stesso tempo lo punisce.

Va riconosciuto nel Club la capacità di contenere il dolore delle vittime, attivando un circuito di elaborazione positiva del lutto e la ripresa di un dialogo aldilà dell’atteggiamento vendicativo che alimenta la suddetta cultura di contrapposizione.

È emerso inoltre come, il coinvolgimento prolungato delle famiglie dei Club, abbia prodotto significativi risultati nel campo della prevenzione degli incidenti stradali e della promozione di stili di vita sani.

La presenza, nel dibattito, dei rappresentanti delle istituzioni pubbliche (Polizia Stradale, Prefettura, Provincia e Dipartimento Dipendenze) e della realtà dei Club ha aperto un processo signicativo di dialogo ed ipotesi di collaborazione da svilupparsi ulteriormente nel tempo nel rispetto di ruoli e delle competenze.

Nella sessione “Costruire insieme una cultura di libertà e di sobrietà” è risultata ben evidente l’utilità dell’incontro tra un pensiero scientifico autonomo e critico e le esperienze di cittadinanza attiva al fine di mettere in discussione il concetto e la pratica della riduzione del danno sostenuta dalla cultura dominate e di stimolare ciascuna persona ad essere corresponsabile della propria salute, di quella della sua famiglia e della sua comunità aumentando così il capitale sociale.

Ciò ci chiama a riflettere sulla necessità di una educazione ecologico-sociale che chiarisca e favorisca l’acquisizione di concetti quali advocacy, empowerment, pensiero critico finalizzati al miglioramento della qualità della vita, “una vita più umana”.

Nella sessione “Verso una comunità solidale con Luciano Floramo, esperienze di buone prassi con la comunità” è stato premiato l’impegno di alcune ACAT nel lavoro con le reti territoriali.

Un importante momento per l’ARCAT Marche è stata la presentazione del protocollo con la regione che prevederà azioni congiunte volte alla difesa e alla promozione della salute con l’auspicio che questo conduca ad un aumento qualitativo e quantitativo dei programmi alcologici territoriali.

Dai vari momenti del Congresso sono venuti più volte alla luce alcuni concetti:

  • Non è importante l’alcol ma l’uomo ovvero il passaggio fondamentale dal problema all’essere risorsa nella complessità delle relazioni.
  • Se puntiamo sulla persona, quale risorsa, solo le persone possono fare la di erenza, ciò fa sì che un sogno diventi realtà.
  • Il Club è in grado di accogliere la multidimensionalità della sofferenza umana trasformandola in opportunità di crescita e cambiamento.
  • È importante passare della discussione sulla sostanza alla discussione sulla vita mettendo al centro la persona, la qualità delle sue relazioni umane, famigliari e sociali, la complessità del proprio vivere.
  • L’Approccio Ecologico Sociale non prevede comandamenti, ma comportamenti e quindi scelte corresponsabili.
  • Più volte è stata ribadita la necessità di dirsi le cose ricordando come non è possibile tenersi fuori dal confronto. In tal senso si invitano famiglie, associazioni, servitori-insegnanti ad utilizzare gli spazi di discussione e di confronto che il nostro movimento mette a disposizione (direttivi, forum, coordinamento direttori, congressi) ribadendo come la partecipazione al dibattito comunitario sia un’opportunità di crescita ed educazione.
  • È stato anche fatto un invito a “parlare potabile” Questo ci porta ad interrogarci su quanto l’Educazione Ecologica Continua riesca a raggiungere tutti e quanto tutti ci impegniamo perché ciò avvenga.

    Tra le criticità emerse si rilevano il poco rispetto dei tempi e lo slittamento del programma a discapito soprattutto degli spazi di dibattito delle famiglie.

    Ci salutiamo dandoci appuntamento al prossimo anno, al XXVI Congresso AICAT 2017 che si terrà in Emilia Romagna e sarà preceduto dal 1° Congresso Internazionale della WACAT.

    Così come è stata data ampia diffusione mediatica al Congresso, sia a livello locale che nazionale, sulle più importanti testate giornalistiche, anche online, le presenti conclusioni saranno diffuse a tutte le ARCAT al fine di poter essere fruibili dai membri di tutti i Club. Saranno inoltre pubblicate sul sito ufficiale AICAT e sul periodico Camminando Insieme.

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