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Conclusioni corso monotematico 3° Sconfinamenti delle famiglie e dei servitori insegnanti di Club – Bosa 1-2 giugno 2019

Conclusioni corso monotematico 3° Sconfinamenti delle famiglie e dei servitori insegnanti di Club – Bosa 1-2 giugno 2019

CONCLUSIONI CORSO MONOTEMATICO 3° SCONFINAMENTI DELLE FAMIGLIE E DEI SERVITORI-INSEGNANTI DI CLUB – BOSA 1-2 GIUGNO 2019

Sconfinamenti è nato in coda ad un corso di sensibilizzazione dove per la prima volta nell’Acat Sulcis Iglesiente – Vladimir Hudolin si era parlato di “apertura” verso altri disagi e problematiche, allora pensammo sarebbe stato opportuno coinvolgere le famiglie in questo possibile cambiamento visto che coinvolgeva i loro club e che erano loro che avrebbero dovuto convivere e condividere il club con altre problematiche e che il loro caro problema alcol-correlato avrebbe cessato di essere il protagonista principe del club.

Al terzo corso Sconfinamenti, svoltosi a Bosa in Sardegna, sono risultati iscritti 64 membri di Club, tra componenti le famiglie e servitori-insegnanti, provenienti dal Veneto, dalla Lombardia, dal Trentino e dalla Sardegna.
Rispetto ai precedenti, a questo incontro si è voluto dare, ancora di più, un “taglio” che avesse come protagonisti dell’evento le famiglie ed i servitori insegnanti, si è cercato di coinvolgere appieno in modo che fossero loro attraverso i lavori di gruppo e le comunità a dettare gli input da discutere e i temi da approfondire, questo può aver dato l’idea di un’organizzazione un po’ approssimativa, era un rischio che eravamo consci di correre, ma necessario.
L’obiettivo di  “sconfinamenti” è di sconfinare anche in questo senso, dare alle famiglie ed ai servitori-insegnanti un incontro “loro” dove possano decidere di cosa parlare e di come farlo, certo è chiaro che come ogni cosa questo incontro è migliorabile, sia come tempi che come organizzazione, quello che non dovrebbe essere cambiato è il motivo per cui sconfinamenti è nato, dare voce alle famiglie sui cambiamenti che coinvolgono i LORO club.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE A CURA DEI PARTECIPANTI:
“Al di la del piacere di essere venuta qui per aver incontrato vecchi amici ed avere conosciuto tante persone che forse diventeranno nuovi amici, vorrei fare un paio di appunti tecnici:
– Credo che si debbano rispettare maggiormente i tempi, proprio per il “RISPETTO” di ognuno, a partire ovviamente da chi fa il programma e poi i corsisti nel rientro dalle pause… I ritardi vanno poi a scapito dei lavori nei gruppi e soprattutto delle letture dei lucidi;
– Altro neo che ho sentito è alla domenica mattina, prima di iniziare, forse sarebbe stato utile presentare il lavoro che si doveva fare poi nei gruppi perché abbiamo perso tempo per capire cosa avremmo dovuto fare.
A parte ciò, a me questo modo di lavorare piace molto. Credo che sia il sistema più vero di lavoro, nel senso che escono le reali situazioni dei club e delle necessità formative.
Grazie per la vostra splendida ospitalità.
P.S.: ci vorrebbe un po di sobrietà anche nei pasti e nelle merende!
P.P.S.: Grazie per il coro! Mi piace molto l’incontro con realtà artistiche locali che non conosco e che impreziosiscono il tutto!!!”
PAOLA FORNACIARI.

“Sconfinamenti è incontrarci per ripensare, approfondire, verificare e confrontare. Come è bello sconfinare!”
NATALINA CARDIA.

“Avendo partecipato a altri sconfinamenti, questo in particolare si è incentrato sulla famiglia e i figli nel club. Ritengo un approccio molto favorevole.”
ROBERTO TRONCI.

“Che dire: sono felice di partecipare a questi eventi perché li ritengo formativi e mi consentono di rivedere anche chi non vedo spesso.”
RENZO MONGITTU.

“Ho trovato molto interessante l’incontro. Ho imparato, acquisito concetti, o meglio consolidato quelli che già avevo. Rientrerò nella mia città e famiglia sicuramente più ricca.”
GIOVANNA MOTZO.

“Trovo questo incontro molto interessante, emerge, ogni volta, quanto produce in termini di riflessioni, contenuti e crescita sia personale che “familiare”. Torno a casa con un pensiero che ora traduco così: “NON TUTELIAMO I BAMBINI ESCLUDENDOLI NEL VIVERE IL CLUB CON NOI, MA LI REPRIMIAMO.” Lo sconfinamento è vivo in noi e il nostro processo è visibile, sento che siamo abbastanza avanti per rivedere qualcosa che abbiamo difficoltà a cambiare. CLUB METODO HUDOLIN non dobbiamo inventarci NULLA. GRAZIE A TUTTI VOI! Chiaramente è un mio pensiero.”
TAMARA BALBINOT.

“Bellissima esperienza, momenti di condivisione tra realtà differenti e tanti spunti per andare avanti. La vita è nelle nostre mani, ne siamo noi gli artefici! Le difficoltà che si presentano se messe in discussione si risolvono e ci fanno crescere! Siamo in cammino, insieme agli altri tutto è più facile! Grazie Bosa e grazie amici sardi. Un abbraccio fortissimo…a sconfinamenti 4!!!”
LOREDANA GIACOMUZZI.

“Questi due giorni vissuti in clima serena e in un ambiente bellissimo mi hanno aiutato a riflettere sullo sconfinamento non solo riguardo all’accettazione di accogliere qualsiasi fragilità nel club, ma anche sconfinare nella comunità per far si che il club ne sia sempre più parte integrante. Un grazie particolare al gruppo numero 4 e a chi ha organizzato questo incontro di riflessione.”
GABRIELLA DELLASEGA.

“Mi sono trovato bene e anche l’argomento è stato interessante. L’ingresso nel club di altre fragilità può essere facilitato pensando che abbiamo davanti delle persone e non dei problemi e che la misteriosa alchimia che fa funzionare il club rimane sempre, l’amore, assieme alla solidarietà, all’accoglienza, alla condivisione, all’empatia…SCONFINARE SENZA DIMENTICARE LA METODOLOGIA HUDOLIN!”
GUIDO DELLAGIACOMA.

“Basta un solo giorno e “corso senza relatori”. Va bene.”
GINO VALONGO.

“Sono molto contenta di questo evento fatto a Bosa, ho conosciuto tante persone, mi ha fatto riflettere su cosa posso fare io. Penso la cosa importante siano le relazioni con le persone. Spero che chi ha partecipato si sia trovato bene e ringrazio tutti per la presenza e per ciò che mi hanno dato. Penso che ciò che posso fare sia dare il mio esempio, la mia testimonianza.”
MANUELA MARRAS.

“La proposta club, anzi la proposta metodologica che abbiamo a disposizione è in se uno “sconfinamento” che continuamente ci interroga e ci impegna. Credo che abbiamo bisogno di stare nel sogno e tornare a studiare, altrimenti rischiamo di dimenticare i fondamentali e sconfinare oltre, altrove, in qualcos’altro. Abbiamo una batteria ricchissima di esperienze che guidano il futuro. Impariamo dal club.” 
ANGELO TEDIOLI.

“Bene, continuiamo così.”
CAMBERA SILVIO.

“Corso ben organizzato, con quella porzione di “sconfinamento” sana che ci serve per crescere e maturare come persone e come associazione. Gli sconfinamenti sono sempre esistiti in seno al metodo. Da circa tre anni li stiamo esplicitando, da oggi dobbiamo pensare ad un riconoscimento di questo cambiamento, lavorando sulla denominazione che rappresenti a dovere i nostri club e quindi le nostre famiglie. CAMBIAMENTI = SCONFINAMENTI LAVORIAMOCI!!! GRAZIE A TUTTI!”
DANIELA FONNESU.

“Sono stata benissimo.” 
ALESSANDRA OPPO.

“Evento pienamente soddisfacente. Spero che si continui su questo binario per essere sempre al passo con la crescita dei club e della comunità.” 
VINICIO PODDA.

“E’ sempre molto bello e stimolante l’incontro con gli altri compagni di viaggio: condividere esperienze, emozioni e sensazioni, piuttosto che considerarlo un tempo “leggero”, effimero, è esso stesso l’essenza di questa esperienza. Nel consolidare i nostri comuni “legami” ritrovo anche il messaggio centrale del nostro essere, oggi qui: andare oltre i limiti personali, i confini del singolo, per consentire l’apertura verso l’altro e così trasformarci, insieme, nel nostro comune progetto: insieme scoprirci e riscoprirci.” 
FRANCESCO BULLEGAS.

“E’ stata bella questa esperienza senza “fari guida umani di riferimento” ma con i principi in cui crediamo a illuminarci la strada. E’ stato bello non avere differenze di posizione tra “S.I.” e “Famiglia”. E’ stato bello non avere un ruolo ma poter semplicemente “condividere” “se stessi” e “la propria esperienza con gli altri”.”
CATERINA ANNA MELIS.

“Incontro ricco di riflessioni, confronti, contenuti, mi trovo a conoscere meglio delle persone che mi hann fatto crescere e confermare alcuni miei pensieri. Sconfinare il mio io interiore non è semplice ma si può fare.” 
ANNARITA GHIANI.

“Proviamo ancora ad andare oltre, oltre noi, oltre l’alcol, mantenendo fermi quei valori che ci contraddistinguono sempre.” CARLA SCINTU.

“Mi sono trovata bene anche nel gruppo: abbiamo lavorato bene e addirittura abbiamo pure scherzato! Il mio sogno è di andare avanti nel sistema e realizzare che da sola nel mio piccolo posso fare grandi cose a partire dalla famiglia (marito, figli, uomini, ecc) per poi continuare in comunità… Baci.” 
SANDRINA ATZENI.

“Purtroppo è il primo corso che faccio su questo argomento e nonostante tutti gli anni che son nel sistema, lo trovo molto interessante, e pieno di stimoli per incominciare a riflettere e diffondere questa tematica non nuova e importante. Portarla nella mia A.C.A.T sarà molto impegnativo ma ce la farò. Mi auguro di rivedervi il prossimo anno. Ciao.” 
MAURIZIO SANSONI.

“Siamo ulteriormente cresciuti, ci stiamo SVECCHIANDO e direi la voglia di continuare a scoprire tutti i lati che ci portiamo ed affrontare la vita in positivo e in negativo.”
ANTONELLA MADEDDU.

“Tappa fondamentale per il mio percorso. E’ stato un piacere sconfinare con voi, grazie a tutti.”
DAVIDE CAU.

“Sconfinamenti: finalmente se ne parla, ma sconfinamenti ci sono sempre stati. Io da 35 anni li ho sempre visti. Partendo da me stesso e guardando che andando avanti con la vita si scoprono o si sottolineano sempre disagi diversi. Ecco che sconfino parlando di me stesso. Un grazie a tutta l’organizzazione e a tutti i partecipanti.” 
SERGIO VALLE.

“Cosa dire a proposito di sconfinamenti III, penso che di questo argomento sia necessario parlare e probabilmente ancora a lungo ma dal mio punto di vista essendo entrata più recentemente nell’associazione, certi quesiti, dubbi o perplessità non me li sono mai posti, per me è sempre stato ovvio e scontato, direi, che una risorsa di questo tipo si dovesse aprire alle molteplici esigenze della vita, se intendiamo con “sconfinamenti” il fatto di aprire il club a nuovi e più ingressi differenti per tipologia rispetto alla precedente. Se invece lo intendiamo come apertura dei nostri fronti verso la comunità il discorso cambia. Su questo forse ci sarebbe tanto da fare, perché a volte per timore nostro , a volte per menefreghismo da parte degli altri, o altre volte per mancanza di voglia non impegniamo le nostre risorse per promuovere abbastanza l’associazione all’esterno, in questo senso credo che la nostra grandezza, il nostro entusiasmo, la nostra coesione rimanga poi racchiusa in mezzo a noi e questo è un peccato per la nostra comunità. APRIAMOCI ANCORA DI PIU’! Queste due giornate sono state molto arricchenti e come sempre ci permettono di rivivere la bellezza della condivisione. Grazie.” 
FRANCESCA BULLEGAS.

“E’ il primo corso che partecipo. Credo dobbiamo aggiornarci, essere presenti nei vari eventi, fare le scuole di III modulo per aprirci ed essere presenti nella comunità, nel proprio paese. Costruire una rete con le varie associazioni, medici, superare la vergogna, questo è lo sconfinamento vero e proprio. Poi nel club ci sta il bevitore e tutte le sostanze possibili o i problemi vari con l’accoglienza si arriva sempre e se non c’è questa non c’è Amore, si diventa i diversi oltre confine.” 
MARIA LUISA BERTAGNOLI.

“Sconfinamenti è stata una bella esperienza, spero di poter continuare per molto tempo, sono rimasta molto contenta delle persone che sono arrivate dal continente e della Sardegna, spero di farne tanti altri, così sconfiniamo.”
TERESA PIRAS CLUB NON TEMO BOSA.

“Dopo l’esperienza dello scorso anno mi rendo conto che sconfinare è sempre una splendida esperienza di crescita. Spero continui.” 
EMILIO DEIANA.

“Il fiore è il contenuto di colore, aromi, bellezza cromatica racchiusa dentro il suo bocciolo, apprezzi tutto questo quando quel fiore sconfina dal suo bocciolo e offre tutto il suo splendore agli altri.” 
GIOVANNA PIU.

“Sono d’accordo ad accogliere altre problematiche nei clubs. Motivo di crescita e di apertura verso il prossimo.”
ATTILIO ANGEI.

“Il Club è Bene Comune! Se sconfino dal poco e affronta più disagi diventa poi di tutti. Come un fiore che offre la sua bellezza alla Vita solo quando apre il suo calice di colori, profumi, bellezza della Vita.”
GIANFRANCO CALVISI.

“Senz’altro positivo l’evento, come il confrontarsi e lavorare con gli altri, da ripetere magari organizzando e riducendo l’evento ad una sola giornata, se possibile.” 
NICOLA COSSU.

“Esperienza molto positiva per il proseguo del mio percorso.” 
ALDO CORRIAS.

“Il corso mi ha dato l’opportunità di conoscere le realtà, le esperienze dei club della Sardegna, delle importanti capacità e risorse del movimento e sistema di club sardi, anche come importante contributo di ricchezza di tutto il movimento nazionale. Il corso ha permesso di condividere le nostre diversità di sconfinamento nella possibilità di evoluzione e sconfinamento di tutto il sistema. GRAZIE anche per la calorosa, squisita accoglienza che ha creato un clima di amicizia, scambio e relazione nutriente per il nostro COMUNE CAMMINO per promuovere la cultura del Bene Comune! GRAZIE, con un grande abbraccio a tutti.” 
MARCO ORSEGA.

“Sono stata bene anche quest’anno. Ho da portare a casa tante cose su cui riflettere… Mi sono ritrovata ad emozionarmi nel piccolo gruppo, a segnare sul mio quaderno riflessioni di chi mi stava vicino, da contemplare e farne tesoro. Ho capito che con tanta volontà mi trovo spesso a “sconfinare” in diversi ambiti che mi arricchiscono e che non vedo l’ora di trasmettere a chi mi circonda, anche con un sorriso…continuare a sconfinare, accogliere nuove sofferenze, voglia di esserci, con sincerità e coerenza; sbagliando, riconoscendo e riproponendo…crescita! GRAZIE  tutti per le emozioni ricevute e per tutto il lavoro fatto!” 
SARA ANGIUS.

“Il tema del benessere psicofisico che abbiamo trattato nel corso di questo incontro mi interessa particolarmente. Io credo che i club debbano essere un centro di accoglienza e promozione di queste tematiche, mi piacerebbe che si promuovessero tante iniziative volte a sensibilizzare e coinvolgere tutta la comunità e in particolare i giovani anche nelle scuole.” 
MARCELLA FADDA.

“In linea di massima tutto ok. Alcune criticità nello sviluppo delle due giornate con difficoltà a portare a termine contenuti e riflessioni.” 
FRANCESCO MARINI.

“SCONFINAMENTI come officina di idee, come uno strumento per mettersi in discussione, per vedere dall’alto con un occhio diverso e con un senso più critico le certezze, le convinzioni cha volte dividono e non accolgono. Sconfinamenti: il coraggio di osare per far crescere il sistema e tendere verso obiettivi più alti.”
MARIA TERESA CASULA.

“La bellezza di sconfinamenti è maturare sempre di più che sconfinare è bello, produttivo e ci permette di avere le possibilità di andare sempre oltre il “luogo comune”. Sconfinare è superare le barriere mentali e i pregiudizi diffusi dalla nostra società castrante e globalizzante centrando la nostra attenzione sull’individuo cioè sulle persone.” 
MASSIMINA SERRA.

“Corso molto interessante, che apre le porte al cambiamento e all’adeguamento ai tempi moderni e ai suoi vari aspetti. Alle altre sofferenze oltre l’alcol.”
CORRADO MARONGIU.

“Ottimo da ripetere ogni tanto.” 
PIER GAVINO VACCA.

“Credo che ogni occasione di incontro sia un’opportunità, di crescita, di arricchimento, di ricaricare le energie tramite la condivisione. Credo sia un valore aggiunto la presenza degli amici oltre mare. Credo non sia mai facile l’organizzazione quindi pieno grazie a chi si è speso per realizzare queste giornate. Credo di aver individuato alcuni punti importanti su cui “crescere” personalmente cosciente che cambiare noi stessi resta la più grande impresa e cambiare gli altri la più grande utopia e menzogna. Ma sogno che le nostre azioni e parole e sentimenti siano stelle, firme nel cielo e se voglio un cielo stellato non ho che da fare la mia parte.” 
MARIA ANTONIETTA ATZORI.

“Proficua occasione di scambio, condivisione e conoscenza grazie anche alla presenza di amici non sardi. Sconfinare nell’accogliere la multidimensionalità della sofferenza aldilà dell’alcol penso sia
l’attuazione del pensiero del professore e in questo forse non siamo tanto originali. Si tratta di  cercare di dargli attenzione concreta al meglio vista la complessità nella quale siamo immersi e le molteplici sofferenze nella nostra quotidianità.
Al di là di questo però i nostri Club continuano ad essere poco conosciuti e le famiglie poco propositive.
Penso che il mio impegno debba essere quello di continuare al servizio delle famiglie e della comunità, con la formazione, l’aggiornamento, la sensibilizzazione, insomma ciò che possiamo deve essere fatto, che se non  non lo proponiamo non lo propone nessun altro, ma che facciamo ancora troppo poco.”
CARTA CATERINA

“Buongiorno, come sapete io sto partecipando per la prima volta a questi incontri e vorrei dare le mie impressioni su sabato riguardo alla giornata passata con voi.
I temi discussi mi sono sembrati abbastanza interessanti …mi sono trovato molto d’accordo con la proposta di far partecipare di più i bambini, che nelle famiglie sono quelli
che non dicono mai niente ma soffrono forse più degli adulti. E anche aprire i club per altre sofferenze che può avere una persona, diciamo fare proprio dei centri di ascolto, come è successo nel nostro gruppo, una signora si è aperta per la sofferenza di un figlio che gli è mancato prematuramente e con noi si e sfogata, forse trovando un pò di conforto. Grazie della vostra attenzione, spero di partecipare ad altri convegni per apprendere di più.
Grazie di quello che fate e spero col tempo che anche io possa aiutare più persone possibili. Ciao a tutti.” 
PALUMBO GIUSEPPE

“Giornate che ho vissuto intensamente. Un corso che mi ha permesso di tornare a casa con “qualcosa” in più rispetto a quando sono partita. Importanti momenti di confronto e di scambio in un clima semplice, sereno e familiare. Un momento che si aggiunge a tanti già vissuti e a tanti che spero di vivere ancora. Sono sempre più convinta che il 100 che facciamo per organizzare qualsiasi iniziativa sia molto più “leggero” se diviso fra tutti, ma sopratutto molto più gratificante. Fare insieme, perseguendo il medesimo obiettivo, pur con punti di vista divergenti, credo sia sempre vincente. Sono stata molto contenta di aver vissuto queste giornate, con gli amici presenti, nella nostra bellissima Sardegna. Penso che si possa fare tanto, così come tanto è stato già fatto, apportando ciascuno le proprie risorse, nel rispetto reciproco. Io voglio continuare a “sconfinare”.”
SCINTU MARA

“Due bellissime giornate, intense e cariche di emozioni, pensieri, e bellissime persone!
Finalmente una nuova compattezza, un’intesa  reale e concreta, tutti sullo stesso fronte, sconfinare ad andare “oltre”.
Del resto che dobbiamo guardare avanti, ce lo insegnano anche le auto: una sola marcia per andare indietro e 5 per andare avanti. Pertanto avanti tutta!!!”
BANDINO ALESSANDRO

“Sabato 1 giugno ho potuto partecipare alla prima giornata di Sconfinamenti a Bosa ed è stata proprio una bella giornata!!! Per me molto particolare perché per la prima volta mi ha accompagnata mio papà, neofita nel mondo del club, per cui ci tenevo a farlo star bene.. ! Per me era la prima volta che partecipavo a Sconfinamenti e non mi ero soffermata sulla parola stessa.. in effetti di primo acchito mi viene da pensare proprio uscire dai confini regionali e volgere lo sguardo all’Italia, alle altre regioni ma la a Bosa ho capito che il mondo dei club intende Sconfinamenti come ampliare le proprie competenze a tutte le sofferenza che si affacciano nella vita delle persone perché il dolore è unico, le sofferenze arrecano sempre le solite conseguenze e nel club si può trovare conforto, ci si sente accolti, compresi, considerati, capiti e.. soprattutto Amati!
Al giorno d’oggi infatti c’è molta superficialità, non ci si sofferma ad ascoltare davvero le persone, si va di corsa e basta ma si va nella direzione dell’egoismo, della solitudine, della sofferenza.
La giornata a Bosa ( purtroppo ho partecipato solo alla prima) mi ha dato modo di ascoltare, di riflettere, di confermare ancora una volta che ognuno di noi ha da donare un po di sé agli altri, dovremo soffermarci di più a riflettere e ad essere più disponibili nei confronti di tutti. Anche nei confronti di chi non ci vuole ascoltare e poi qualche frutto si coglierà sempre.
Come sempre una giornata positiva, costruttiva ma anche impegnativa.. non si va mai a casa leggeri ma con un bagaglio che una volta somatizzato arricchisce sempre e comunque..Grazie!”
PALUMBO LUANA

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