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XXVIII CONGRESSO AICAT: Relazione del Presidente Marco Orsega

XXVIII CONGRESSO AICAT: Relazione del Presidente Marco Orsega

Un saluto e un abbraccio a tutti. Un ringraziamento ai partecipanti di questo Congresso, persone, famiglie, servitori insegnanti dei Club, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, della comunità invitati. Un saluto al comune di Darfo Boario Terme e alla Lombardia che ci ospitano in questa accogliente cornice termale e montana.

Un sentito grazie agli amici dei Club della Lombardia che, insieme all’AICAT, hanno organizzato questo Congresso.

Da Matera a Boario Terme, passando per Assisi, il cammino di un anno che collega il titolo di questo Congresso “Coltivare relazioni ecologiche e far crescere la cultura del bene comune” ai due precedenti appuntamenti riassumendone i temi fondamentali: l’ecologia sociale ed il bene comune.

La riflessione emozionale e la meditazione ad Assisi e la dimensione operativa e concreta delle rete dei Club al Congresso nazionale. La continuazione ideale di un percorso di crescita, faticoso ma appassionante, che intende migliorare la qualità del nostro essere e del nostro stare nel Club e nella comunità.

Partire dal Club come spazio per accogliere ed affrontare le difficoltà delle persone e delle famiglie ed ascoltare la loro narrazione, ma anche come progetto per modificare la cultura esistente

Il Club non come “refugium peccatorum” ma come presidio nella comunità che promuove la cultura e il valore politico della sobrietà. Nelle conclusioni di Assisi abbiamo affermato: “Tendere al bene comune per noi è anche riconoscere la banalità dell’astinenza e la potenza della sobrietà. Sobrietà significa prendere posizione, schierarsi a favore dei valori che, contribuendo al bene comune, promuovono e difendono la vita”.

Accogliere la multidimensionalità della vita per trascendere le difficoltà e trasmettere e comunicare fiducia e speranza per vivere la bellezza, la libertà, la gioia delle relazioni umane e sociali e della natura che ci circonda. Diceva Hudolin: “I Club hanno il compito di discutere di più del futuro, della gioia di vivere, trascendendo dalla realtà che spesso trascina verso il passato”.

Accogliere la complessità tenendo ferme le basi scientifiche e umanistiche dell’ecologia sociale e mantenendo il paradigma alcologico come patrimonio esperienziale fondamentale da valorizzare e non tralasciare nella pratica settimanale del Club.

Non è più rimandabile la discussione e la condivisione di un nome nuovo del Club come la naturale conseguenza di un processo di evoluzione in corso. Un’identità comune in cui riconoscerci tutti, che sia efficace nell’impatto sociale e divenga, nella comunità, riferimento di identificazione culturale, spirituale e politica. Politica come intendeva Don Milani che affermava: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.”

Far crescere la consapevolezza e la responsabilità dei membri di Club di rappresentare una comunità competente che ha la capacità e la forza di promuovere un cambiamento della qualità della vita e della salute delle proprie comunità, attraverso l’impegno sociale di tutti.

Questo non può prescindere dalla necessità di migliorarci nell’implementare i programmi di Educazione Ecologica Continua rivolta alle famiglie e ai servitori insegnanti di Club, che sappiano tradurre concretamente e praticamente l’approccio ecologico sociale antropospirituale, attraverso modalità capaci di coinvolgere e favorire un’educazione partecipata, interattiva e circolare, che superi la concezione di insegnamento come indottrinamento.

Le associazioni sono lo strumento di lavoro e di sistema dei Club che, mettendosi insieme, favoriscono lo scambio e l’interazione delle esperienze e moltiplicano la potenzialità di intervento nella comunità, per lo sviluppo di programmi ecologico sociali con la rete sociale.

E’ importante che tutti i membri di Club, famiglie e servitori insegnanti, sentano e vivano l’impegno associativo come maturazione di una corresponsabilità per costruire il presente e il futuro di un cambiamento culturale, verso una comunità più equa e sostenibile che promuova la salute come bene.

“I Club e le associazioni sono ancora poco consapevoli di essere promotori della cultura ecologico sociale”, come abbiamo detto a Matera. Si cade ancora nella delega ad “alcuni”, non solo nell’Educazione Ecologica Continua, ma anche nell’associazione, nell’impegno civico, nella promozione dei diritti di salute e di ben vivere, quando tutti possiamo sentirci capaci di farlo.

Le associazioni non possono essere sede di affermazioni personalistiche che appartengono alla cultura sociale prevalente ma, come nel Club, dobbiamo maturare un atteggiamento di disponibilità e di servizio capace di generare relazioni amicali, solidali, empatiche e di reciproca fiducia.

Nessuno è depositario della verità, siamo tutti comunemente partecipi di un processo di cambiamento che non può che partire da noi, guardando alle differenti nostre esperienze come una ricchezza che si moltiplica e che concorre al bene comune

Ad Assisi abbiamo affermato: “Le comunità, le associazioni, i Club capaci di futuro sono e saranno quelli dove si coltiva e custodisce una “amicizia civile” che sa reggere le competizioni, le diversità, il disagio e che potremmo chiamare “fraternità”; sono le relazioni tra le persone a costituire il bene”.

L’AICAT accomuna insieme la rete associativa nazionale dei Club, ne promuove e coordina le attività, è una comunità solidale circolare che crea spazi di incontro, confronto e scambio, dentro il proprio sistema e genera legami di relazione, cooperazione, progettazione con i nodi della rete sociale, territoriale e nazionale.

E’ compito dell’AICAT valorizzare la ricchezza delle diverse esperienze territoriali perché contribuiscano ad un valore di insieme, che potenzi le capacità di ogni singola realtà di avvalersi delle tante risorse, competenze e saperi che il nostro sistema sa esprimere e può coinvolgere.

I congressi, i Forum nazionali, tutti gli eventi e le iniziative regionali, interregionali e territoriali sono gli strumenti e gli spazi di relazione, scambio e confronto che possono sviluppare e generare una crescita insieme per migliorare il nostro lavoro e far crescere la cultura del bene comune.

E’ necessario favorire la più ampia partecipazione, diretta e indiretta, perché queste relazioni nutrienti si espandano e migliorino la capacità di comunicazione del nostro sistema, in modo che ogni membro di Club possa sentirsi parte e protagonista.

In questo senso possiamo sviluppare maggiormente i forum territoriali, intesi come regionali e interregionali, per coinvolgere più direttamente le varie esperienze e contribuire in maniera più concreta e propositiva al Forum nazionale, spazio di confronto e condivisione delle esperienze e laboratorio di idee, proposte e sperimentazione di nuovi iter educativi.

Il patrimonio competente, umano, culturale e sociale che rappresenta il sistema dei Club in Italia, può trovare promozione e sviluppo nella capacità di coinvolgere sempre più nodi della rete sociale, dalle istituzioni ai servizi, al mondo del lavoro, alla scuola, all’Università, alle organizzazioni, associazioni, formali ed informali, del Terzo Settore e della comunità che si occupano di cambiamento culturale, educativo, ambientale.

Tutto questo lo possiamo fare coltivando relazioni ecologiche con chi condivide i nostri obiettivi, ma lo dobbiamo fare anche con chi la pensa diversamente da noi, con un paziente contagio positivo. E’ nostro dovere coinvolgere e sensibilizzare le istituzioni attraverso la nostra presenza e competenza critica, per favorire politiche di sobrietà che non soggiacciano ad interessi di lobby economiche, finanziarie o professionali.

Lo sviluppo di progetti organici e protocolli di collaborazione che coinvolgano scuole ed educazione, università, mondo del lavoro, servizi sociali e sanitari, l’ampia realtà del Terzo Settore, è l’impegno che questo coordinamento dell’AICAT intende implementare, così come promuovere azioni di tutela e protezione dei diritti di salute (advocacy), ma anche dei diritti di cittadinanza, di inclusione, di accoglienza, di lotta alle disuguaglianze sociali, di salvaguardia della natura e del territorio, che sono fondamento del nostro impegno per la ricerca della pace.

La capacità del nostro sistema di sviluppare una più efficace comunicazione, sia interna che esterna, è presupposto per coltivare relazioni ecologiche per un cambiamento culturale che coinvolga maggiormente la comunità e la rete sociale in tutte le sue espressioni.

Dobbiamo migliorare gli spazi e gli strumenti di incontro e di lavoro, di partecipazione, di collaborazione e cooperazione sociale. Dobbiamo incontrare e ascoltare la comunità laddove si riunisce, si educa, decide.

Dobbiamo imparare ad avvalerci meglio e maggiormente delle tecnologie comunicative come, ad esempio, una piattaforma/forum informatica, costruita insieme anche ad altre realtà affini, che amplifichi le connessioni promuovendo la cultura ecologico sociale e sviluppando reti di co-progettazione sociale.

Avvalerci sì maggiormente delle tecnologie tenendo presente, tuttavia, che i cambiamenti culturali si trasmettono attraverso la comunicazione interpersonale e l’impegno, la passione, il crederci di ciascuno, nella costruzioni di relazioni nutrienti e generative.

Greta Thunberg, una ragazzina di 16 anni, cominciando da sola, con il suo crederci, il suo impegno e la sua passione, è riuscita in poco tempo a sviluppare un grande e forte movimento mondiale per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico.

Noi siamo tanti ed insieme potremmo fare molto.

Dobbiamo pensare anche a fare e lasciare crescere una nuova generazione che possa continuare questo nostro sogno e progetto per la bellezza e la qualità della vita e del ben vivere, che possa mettersi in gioco nel Club, nei percorsi di Educazione Ecologica Continua e nelle responsabilità associative.

Fare spazio e mettere a disposizione i nostri saperi pensando di essere una comunità multifamigliare inter- e intra- generazionale, che sa coniugare entusiasmo, passione, sapienza e saggezza in una visione sistemica che ci coinvolge tutti.
Affermava Hudolin: “Ogni età ha le sue bellezze e noi dobbiamo dare la possibilità di crescere e maturare a tutti e a tutte le età.

Personalmente la mia età mi ha portato una libertà che prima non avevo. Vale la pena di invecchiare, vi consiglio di farlo. Vi sentirete più liberi e scoprirete un nuovo significato della solidarietà, dell’amicizia, dell’amore e della convivenza armoniosa”.

Per quanto mi riguarda, ringraziando per la fiducia nell’affidarmi questo nuovo mandato, sarà mia responsabilità e mio impegno lasciare ampio spazio per far crescere tutte le nuove risorse che si rendano disponibili, insieme e a fianco, offrendo la mia modesta esperienza e saggezza, maturate in tutti questi anni di percorso nell’approccio ecologico sociale dei Club.

Per terminare faccio mio un passaggio delle conclusioni de Congresso di Assisi 2019: “Nel Club si impara ad avere cura, ad avere a cuore noi stessi, le famiglie, gli altri, la comunità, il mondo in cui viviamo. La forza mite della sobrietà, che settimanalmente coltiviamo nel Club, diventa una vera e propria competenza di alto valore, per sviluppare una cultura delle relazioni più compassionevole, meno arrogante, senza la quale il bene comune rimane fredda astrazione”

Buon Congresso a tutti noi!

Boario Terme, 27 settembre 2019

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